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TECNICA DI FOTOGRAFIA ASTRONOMICA
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ARTICOLO DI FABRIZIO PESCI & ANDREA CASELLI
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Un primo approccio con la difficile arte dell'astrofotografia. Questo articolo ha lo scopo di fornire
una prima e semplice "infarinatura" a coloro che si apprestano
ad effettuare i primi tentativi in quella che è la difficile arte della
fotografia astronomica. Cominceremo partendo dalla tecnica più semplice fino ad arrivare a quella più difficile. TRACCE STELLARI E' la tecnica di ripresa più semplice. Consiste nel fotografare il cielo come se si stesse effettuando una normale foto paesaggistica, con la differenza che il nostro panorama sarà "notturno" e sopra alla nostra testa! Possiamo utilizzare un comune corpo macchina reflex, o a telemetro, con un obiettivo da 35-50mm e che sia dotato della posa B (quella manuale), uno scatto flessibile che andrà collegato al pulsante di scatto della fotocamera, un cavalletto fotografico e una pellicola fotografica possibilmente per diapositive da 400 ISO. A questo punto, una volta collegata la fotocamera al treppiedi e disposto lo scatto flessibile, sarà possibile effettuare la prime foto astronomiche. Va
detto che con questa tecnica si può ottenere ben poco dal punto di vista
astrofotografico, e le foto più suggestive sono senza dubbio quelle
eseguite puntando l'obiettivo al Polo
Nord celeste. Vediamo
come si procede. Innanzi
tutto bisogna trovare la stella Polare, che di fatto segna il Polo Nord
Celeste con sufficiente precisione. Per
fare ciò ci si può aiutare con varie tecniche, fra l'altro reperibili su
molti libri di astronomia per principianti, ma il metodo più facile è
senza dubbio quello di trovarla "sfruttando " la costellazione
del "grande carro"
(a volte impropriamente detta "orsa maggiore"), prolungando
visualmente la linea che unisce le due stelle poste alla sua estremità
fino ad incrociare una stellina isolata di colore rossastro a circa 45
gradi sull'orizzonte, la "polare" appunto. La figura sottostante ha lo scopo di fornirvi un aiuto in tale "impresa".
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A
questo punto, puntando il centro dell'obiettivo verso tale stella (è un
po’ difficile vederla nel mirino della macchina fotografica se non si ha
molta pratica, ma dato il grande campo dell'obiettivo usato basta anche un
puntamento piuttosto approssimato) si imposta il diaframma
"f " più basso, ad
esempio circa 3,5 - 4,0 e si regola il tempo di esposizione sulla posa B. Si regola la messa a fuoco sull’infinito e quindi si scatta la foto bloccando la ghiera che si trova sullo scatto flessibile in modo da tenere aperto l’otturatore per un tempo di circa una o due ore! E' necessario precisare che, dato il tempo di esposizione molto lungo, è preferibile disporre di una macchina con l'otturatore di tipo "meccanico", cioè che funzioni senza batterie: oltre al consumo eccessivo delle stesse, si rischia, con alcuni modelli di reflex, che i LED dell'esposimetro che rimangono accesi, vadano a creare qualche sgradito riflesso interno sulla nostra foto. Così facendo potremo ottenere il seguente risultato:
- Tracce Stellari. Foto eseguita su treppiede con posa di un' ora a f 4 Le
tracce che vedete sono provocate dalla rotazione della volta celeste
intorno al Polo Nord Celeste, e a causa di tale rotazione le stelle invece
di apparire come singoli puntini appaiono come delle tracce, tranne la
"polare", visibile al centro del fotogramma, che appare pressoché
puntiforme perchè, come avanti detto, è posta quasi in corrispondenza
del punto di rotazione della volta celeste. Naturalmente
più si tiene aperto l’otturatore più tracce si vedranno e maggiore sarà
la loro lunghezza. Si
possono ottenere risultati di questo tipo anche da siti appena fuori città,
ma è anche vero che questo tipo di foto, come tutte le foto astronomiche,
andrebbe fatto da luoghi piuttosto bui, e cioè privi di inquinamento
luminoso, onde evitare che il risultato finale della foto presenti un
fastidioso chiarore dovuto a tale antipatica forma di inquinamento. Noterete
che alcune tracce stellari sono di diverso colore: a puro titolo
informativo va detto che questo indica il grado di temperatura che ha ogni
stella. La
trattazione in termini fisici di tale fenomeno esula dallo scopo di questo
articolo ed è comunque reperibile su libri o articoli che vi si
riferiscono in modo specifico. Questo in sintesi è il sistema più semplice per ottenere la prime foto astronomiche, ed è anche il più economico, dato che non richiede un attrezzatura troppo costosa.
LA
TECNICA DELLA FOTOGRAFIA IN PARALLELO SENZA
GUIDA Una tecnica un po’ più complessa ma che permette di ottenere delle belle foto astronomiche è invece quella della fotografia in parallelo. Prima
di tutto bisogna disporre di un telescopio dotato possibilmente di un
motore elettrico sull'asse
dell'ascensione retta (quello che si allinea con il piano dell'equatore
celeste) che compensi la rotazione della volta celeste di cui abbiamo
parlato prima. Questo
permette di ottenere immagini ben definite di stelle e oggetti del
profondo cielo e non delle semplici tracce luminose sul negativo. Inizieremo
mettendo in bolla il treppiede del nostro telescopio e allineando l'asse
di declinazione con il Polo Nord Celeste sfruttando ancora una volta la
stella polare. Esistono
diversi modi in cui si può operare tale allineamento, che differiscono
tra loro per il tipo di montatura che si sta adoperando, e per eseguire la
giusta tecnica è consigliabile consultare il relativo manuale d'uso. In
mancanza di questo, come spesso accade comprando strumenti usati, il
miglior consiglio che posso darvi per effettuare tale operazione,
basandomi sulla esperienza, è quello di chiedere aiuto a persone esperte,
magari frequentando un qualche Gruppo o Associazione di Astrofili, che vi
insegnino la tecnica direttamente sul campo. Sebbene esistano in commercio diversi libri che tentano di spiegare l'operazione in modo teorico, spesso ottengono il risultato di renderla molto più difficile di quello che in realtà è, mentre tutto ciò che vi occorre è soltanto un po’ di pratica. Va
detto che l'allineamento al Polo Nord Celeste dovrà essere il più
accurato possibile, in modo da ottenere un "inseguimento"
dell'oggetto ripreso il più accurato possibile, per permettere una buona
riuscita della nostra foto. Comunque
sia, una volta eseguito lo stazionamento (tecnicamente si chiama così
l'operazione sopra descritta) bisognerà applicare la nostra macchina
fotografica con relativo obiettivo al telescopio stesso. Esistono
diversi modi. Si
può applicare la macchina fotografica parallelamente al tubo del
telescopio (da cui il nome della tecnica) tramite una staffa forata,
(visibile ad esempio nella foto n. 3) montata nella parte superiore del
tubo. Tale staffa dovrà avere alcuni fori che serviranno per montare la fotocamera, usando una vite con passo fotografico reperibile presso qualsiasi negozio di fotografia.
- Staffa di collegamento da montare sulla parte superiore del
tubo del telescopio
Altro modo è quello di applicare la macchina fotografica ad una staffa collegata all'asta porta pesi della montatura (foto n. 4 ) oppure usando una normale testa per cavalletto fotografico (foto n. 5 ) applicata con qualche "fantasioso arrangiamento" in parallelo al tubo del telescopio.
ADATTATORE FOTOCAMERA SU ASTA CONTRAPPESO - TESTA DI UN COMUNE TREPPIEDE
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Tutte
le tecniche vanno bene, a condizione che la macchina fotografica sia
applicata
ben rigidamente e che la sua posizione non comprometta il
bilanciamento della montatura stessa! Siamo
così pronti a realizzare le prime foto in parallelo. Va
subito detto che la foto eseguita senza "guida" (vedremo fra
poco cosa si intende per guida) permette di lavorare soltanto con
obiettivi di corta focale, tipo il 50 mm o poco più, e con tempi di
esposizione non maggiori di 15 - 20 minuti. Questo
perchè per quanto il nostro stazionamento sia accurato l'inseguimento del
telescopio, sia per errori dovuti all'allineamento al polo che per
imprecisioni derivanti dalla lavorazione della montatura di cui disponiamo
(che per quanto ben lavorata non è mai ottimale) non sarà mai perfetto,
e tale errore di inseguimento sarà sempre più evidente all'aumentare
dell'ingrandimento dell'oggetto ripreso e quindi della focale usata. Per
quanto sopra detto consiglio di iniziare a riprendere Costellazioni
intere, cosa che vi permetterà la realizzazione di un discreto album
fotografico. Usando un obiettivo da 50mm aperto a f 3,5 o 4,0 e lasciando l’otturatore aperto, per circa 15, 20 minuti, utilizzando lo scatto flessibile e la posa "B" (e naturalmente tenendo acceso il motorino del telescopio!) è possibile ottenere risultati come quelli delle foto n. 6 e n. 7 che ritraggono porzioni del disco della nostra galassia (la via Lattea) riprese rispettivamente nelle costellazioni del sagittario e del Cigno.
Per
realizzare questo tipo di foto è stata usata una pellicola per
diapositive Kodak
E200. La strumentazione usata è la seguente: telescopio Celestron C8 con montatura Vixen GP dotata di computer di puntamento Skysensor, e naturalmente macchina fotografica applicata sopra al tubo del C8 con la staffa e gli adattatori che avete visto nelle foto di questo articolo.
- Telescopio Celestron C8 con telescopio di guida in
parallelo E' ovvio che per ottenere questo tipo di risultati occorrerà un ottimo cielo, ma soprattutto una discreta esperienza che, come ho già detto, è consigliabile fare sul campo affiancandosi ad esperti Astrofili. LA TECNICA DELLA FOTOGRAFIA IN PARALLELO CON GUIDA Questa
tecnica di ripresa permette di usare obiettivi di lunga focale per
ottenere un buon numero di ingrandimenti dell'oggetto ripreso. Come precedentemente detto il telescopio deve essere stazionato verso il polo celeste, e aumentando la lunghezza focale (e quindi gli ingrandimenti) necessita di un allineamento al polo che sia il più perfetto possibile. Andiamo
per gradi. Proviamo
innanzi tutto ad eseguire una foto con un buon teleobiettivo in parallelo,
diciamo ad esempio un 300 mm o un 500 mm. Applicheremo
lo stesso (naturalmente completo di macchina fotografica!) sulla staffa
come fatto per la foto senza guida di cui abbiamo già parlato. Importante
è allineare il teleobiettivo con il telescopio principale, che in questo
caso fungerà da telescopio di guida. Per
fare ciò basta inquadrare una stella molto luminosa con il telescopio
principale (che avrà il motore acceso per permettere l'inseguimento) e
portarla al centro dell'oculare: si agirà poi sui fissaggi del
teleobiettivo in modo da portare la stessa stella al cento del mirino
della reflex. A questo punto si sostituirà il normale oculare del telescopio con un apposito oculare di guida.
Quest'ultimo
riporta su una delle lenti un reticolo di guida (solitamente composto da
un crocicchio di fili con alcuni cerchi concentrici) che è illuminato dal
un LED di colore rosso regolabile tramite apposita manopolina. Costa
abbastanza, e in commercio si trovano principalmente
due tipi: quello con il crocicchio fisso e quello con il crocicchio
regolabile. Ovviamente
i due tipi differiscono notevolmente per il prezzo, ma la loro
funzionalità pratica è più o meno la stessa. A
questo punto si regoleranno i fili del crocicchio (per quegli oculari che
lo permettono tale regolazione) in modo da portare al centro del
crocicchio una stella abbastanza luminosa da poter essere agevolmente
vista, scegliendola tra quelle che compaiono nel campo dell'oculare
stesso: questa sarà la vostra "stella di guida". Se infatti si spostasse il telescopio in un'altra posizione si perderebbe l'allineamento con l'oggetto da fotografare. Se
per trovare la stella di guida occorrerà tale manovra, ricordatevi che
dovrete disallineare il teleobiettivo in modo che lo stesso punti
sull'oggetto da fotografare e il telescopio sulla vostra stella di guida:
cosa tutt'altro che facile specialmente per un principiante! La
guida consisterà nel mantenere la stella di guida esattamente al centro
del crocicchio illuminato per tutta la durata dell'esposizione: una cosa
snervante e tutt'altro che facile, è bene precisarlo subito! Per
fare ciò bisogna disporre di una montatura che presenti i motori su
entrambi gli assi del telescopio e di un apposita pulsantiera che permette
di correggere nelle quattro direzioni in cui la stella di guida, a causa
del mai perfetto allineamento, si sposta. Un
trucco molto utile per facilitare la guida consiste nell'allineare i
quattro fili che formano il reticolo di guida nelle quattro direzioni in
cui la pulsantiera di guida permette di correggere. Per
fare questo si
porta la stella di guida al centro del crocicchio e si sposta
leggermente in una direzione, facendo poi ruotare l'oculare di guida
finché uno dei quattro fili si allinea con la stella. In
questo modo i fili saranno allineati e questo aiuterà enormemente
l'operazione di guida. Non
rimare altro da fare che impostare la fotocamera come avanti detto per la
ripresa senza guida: impostiamo il diaframma minino, mettiamo la messa a
fuoco sull'infinito, regoliamo lo scatto sulla posa "B" e
innestiamo lo scatto flessibile. Appena portata la stella di guida al centro del reticolo, si apre l'otturatore bloccando il flessibile e si inizierà la guida per il tempo che avremo stabilito, e alla fine si richiuderà l'otturatore allentando la vite di blocco dello scatto flessibile. Per
quanto riguarda il tempo di esposizione, un calcolo molto empirico ma
efficace consiste nel moltiplicare per se stesso il valore del diaframma
usato (in pratica elevarlo al quadrato). Ad esempio se stiamo lavorando con un obiettivo aperto a f4 il tempo di esposizione sarà di 4x4 = 16 minuti, e così via. LA TECNICA DELLA FOTO A FUOCO DIRETTO
- Telescopio di guida rifrattore 60/700 f11,6 Vediamo
adesso di arrivare alla foto astronomica di profondo cielo per eccellenza:
la foto a fuoco diretto. Adesso
si userà il telescopio principale direttamente come un grosso
teleobiettivo, applicando la fotocamera direttamente sul fuocheggiatore
dove di solito si inseriscono gli oculari. Per fare questo occorrerà dotarsi di un apposito raccordo, a seconda del tipo di telescopio usato, ed di un "anello T" reperibile in un buon negozio di fotografia, che da una parte presenta l'innesto adatto al nostro tipo di reflex, e dall'altro una filettatura che si innesta direttamente sul fuocheggiatore o sul raccordo del telescopio.
– Vari tipi di raccordi telescopio/anello T
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Sulla
staffa di fissaggio che finora abbiamo usato per applicare i
teleobiettivi, andrà invece applicato un vero e proprio telescopio di
guida, solitamente del tipo a rifrattore. Questo
perchè lavorando a lunga focale (e quindi ad alto ingrandimento),
occorrerà un precisione di guida molto più elevata di quella usata per
la tecnica prima descritta. Procederemo
in modo molto simile a quanto detto in precedenza ma va subito detto che
con i telescopi a lunga focale (solitamente catadiottrici o rifrattori)
come ad esempio il C8, molto raramente si fotografa sfruttando appieno
l'intera lunghezza focale, perchè aumentano enormemente le difficoltà (e
bisogna essere veramente esperti). Di
solito si usa ridurre la lunghezza focale con appositi riduttori che
applicati al fuocheggiatore dello strumento riducono la focale a valori più
gestibili come livello di difficoltà, pur permettendo allo stesso tempo
foto ad alto ingrandimento. Procediamo:
dopo avere allineato il telescopio al polo (il più esattamente
possibile), si applicherà il telescopio di guida alla apposita staffa, e,
cosa molto importante, si dovrà bilanciare il tutto con tecniche diverse
a seconda del tipo di montatura usato, seguendo le apposite istruzioni
allegate agli strumenti stessi. E'
bene precisare che il telescopio di guida va scelto in base alla focale
del telescopio principale e al peso, che non dovrà eccedere quello
massimo indicato dal costruttore della montatura, a pena di gravi danni ai
motori e alla montatura stessa. Per individuare la lunghezza focale adatta del telescopio di guida conviene seguire una semplice regola: si devono usare tanti ingrandimenti quanti sono i centimetri della lunghezza focale del telescopio principale. Dato
che gli ingrandimenti si calcolano con Ingrandimenti
= lunghezza focale telescopio in mm
lunghezza focale oculare in mm è
ovvio conoscendo gli ingrandimenti se vogliamo trovare la lunghezza focale
del telescopio, basterà calcolare: lunghezza foc. telescopio = ingrandimenti X lunghezza focale oculare Breve
esempio: dispongo di un tipico C8 di lunghezza focale 2000 mm
e di un oculare di guida della focale di 10 mm, quale sarà la
focale del telescopio di guida da usare? Siccome,
per la regola avanti detta, si dovrà guidare la foto con almeno 200
ingrandimenti, la lunghezza adatta sarà: 10mm (focale oculare) X 200
ingrandimenti = 2000mm L'esempio
sopra detto è stato proposto appositamente per segnalare la difficoltà
di tutto ciò. Immaginatevi
di dovere porre un telescopio con un tubo da 2 metri in parallelo al tubo
da 40 cm del tipico C8! In
pratica si utilizza un telescopio di guida con metà, o anche meno, della
lunghezza focale calcolata, e si applica un apposito dispositivo fra il
fuocheggiatore e l'oculare di guida detto "lente di Barlow", che
ha la particolarità di raddoppiare o triplicare, a seconda delle sue
caratteristiche, il numero degli ingrandimenti dell'oculare usato. Ad
esempio, utilizzando un telescopio di guida da 800 mm di focale (quindi un
tubo da 80 cm, molto più gestibile) e interponendo una lente di barlow da
2,5x fra il fuoco del telescopio e l'oculare di guida si ottengono: 80
ingrandimenti X 2,5 = 200 ingrandimenti, che è ciò che ci serve. Una volta posizionato il nostro strumento di guida si dovrà puntare il telescopio verso l'oggetto da fotografare, trovando lo stesso tramite un oculare o le stelle di riferimento in caso di oggetto non visibile in ottico ma solo su pellicola fotografica (il che è la maggioranza dei casi!), posizionare poi la macchina fotografica al fuoco del telescopio principale e mettere a fuoco. Altra grossa difficoltà, dato che non si vede ciò che si fotografa. Si
rimedia a questo regolando la messa a fuoco su una stella molto luminosa
nelle vicinanze, finché non si ottiene una immagine puntiforme della
stessa sul vetrino di messa a fuoco della reflex. Un
modo ottimo di ottenere il fuoco corretto è quello di
mettere una apposita maschera con due o più fori al posto del
tappo del telescopio: questa sdoppierà l'immagine della stella, e quando
si riuscirà a fondere le due immagini in una sola tramite la messa a
fuoco del telescopio si sarà ottenuta una buona messa a fuoco. Come
per la tecnica prima detta, sorge il problema di trovare una stella di
guida adatta, magari disallineando il telescopio di guida dallo strumento
principale e avendo allo stesso tempo cura di mantenere quest'ultimo
esattamente sul soggetto da riprendere. Alla
fine di tutta questa macchinosa tribolazione, si aprirà l'otturatore
della macchina reflex bloccandolo con il flessibile e si inizierà la
lunga e snervante guida attraverso l'oculare con reticolo illuminato posto
al fuoco del telescopio di guida. Si
capisce la difficoltà di questo tipo di foto anche considerando i tempi
di esposizione (e di guida) usati, che con focali molto lunghe possono
andare da i 40 minuti a più di un'ora! Alcuni utili consigli: -
fate stabilizzare termicamente il tubo del telescopio. Solitamente
quando montate il telescopio all'aperto, la temperatura interna del tubo
sarà diversa da quella che lo stesso aveva quando era nella vostra auto o
all'interno di casa vostra. Questa differenza crea antipatiche distorsioni
interne dell'immagine, e bisogna perciò attendere che la temperatura
interna del tubo divenga uguale a quella dell'ambiente esterno. A seconda
del tipo di strumento (tubo aperto come i Newton o chiuso come i
rifrattori e i catadiottrici) occorreranno diversi minuti, diciamo
mediamente dai 30 a i 60, quindi bisogna montare l'attrezzatura almeno
un'ora prima di iniziare le foto. -
adattate i vostri occhi al buio. Nel
tempo che il vostro telescopio si stabilizza termicamente cercate di
evitare di accendere qualsiasi luce, e al limite usate deboli pile che
producano un sottile fascio di luce di colore rosso. Questo
perchè il rosso è il colore che meno disturba la pupilla che si sta’
adattando dal buio. Dovete abituarvi a lavorare alla cieca, o per dirla in altro modo, usando le vostre dita al posto dei vostri occhi. In questo modo otterrete un'acutezza visiva che vi permetterà di vedere (e quindi di guidare) su stelle molto deboli, ed eviterete le maledizioni di altri Astrofili che sono nelle vostre vicinanze! -
mettetevi comodi. Una
volta pronti per aprire l'otturatore della macchina fotografica dovete
trovarvi una posizione molto comoda, perchè per guidare bene dovete
rimanere pressoché immobili per tutto il tempo dell'esposizione. Il modo
migliore è di mettersi seduti su una sedia con schienale e molto
confortevole, e di regolare il telescopio di guida, o in genere l'oculare
di guida, in una posizione che vi permetta di guardarci dentro comodante
seduti per lungo tempo. -
copritevi bene! Sembra
strano, ma quando si va a fotografare in collina o in montagna, stando
immobili alla guida del telescopio, fa un freddo cane anche d'estate! D'inverno
poi si rischia il congelamento se non adeguatamente protetti. Mettetevi
addosso tutto ciò che può farvi stare caldi, perchè dovrete stare quasi
immobili per lunghi minuti e il freddo e l'umidità vi avvolgeranno ben
presto. L'attrezzatura migliore è quella usata per lo sci, ma va bene tutto purché vi tenga al calduccio in modo confortevole. -
preparatevi a casa un programma fotografico. Non
arrivate sul campo dovendo ancora decidere cosa fotografare e quando:
perderete preziosi quarti d'ora che, specialmente d'estate, quando la
durata della notte è veramente minima, vi permetterebbero di lavorare
molto e bene, facendo inutili corse contro il tempo. Mettetevi
a tavolino a casa la sera prima di partire e carte astronomiche o software
vari alla mano, fatevi una lista degli oggetti da fotografare in base alla
loro posizione e alla durata dell'esposizione. -
siate riposati. Dovete avere cura di arrivare sul posto abbastanza riposati, perchè se il tempo ve lo permetterà tirerete l'alba, e se arrivate già stanchi vi addormenterete mentre guidate la vostra foto, vanificando tutti i vostri sforzi.
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FOTOCAMERE E PELLICOLE
- Corpo Macchina Reflex con obiettivo 50mm
e scatto flessibile
Le
autofocus sono da scartare
perché, come già detto, usano batterie anche per l’otturatore e
quindi per le lunghe pose, soprattutto d’inverno, la loro autonomia è
limitata, e
vi permetterebbero di fare soltanto pochi scatti! Inoltre
ricordiamoci che in alcune fotocamere durante la posa B resta acceso il
LED interno dell’esposimetro, alimentato a batteria, che può causare
dei riflessi sull’immagine finale. Per quanto riguarda le pellicole fotografiche personalmente ho provato la Fuji, la Kodak, le Agfa ecc. Alla fine la migliore, secondo me, è la pellicola E200 della Kodak in quanto è molto sensibile e può essere sviluppata senza problemi fino a 1000 ISO, aumentando di molto i particolari ripresi, e ha una dominante verso il rosso che risulta molto gradita, visto che è il tipico colore delle nebulose a emissione.
CONCLUSIONI Ora,
tutto quanto sopra detto non ha lo scopo di scoraggiarvi nel tentativo di
diventare astrofotografi, ma quello di mettervi di fronte alla reale
difficoltà della cosa. Oltre
a questo le attrezzature sopra descritte, telescopio motorizzato di buona
qualità e rapporto focale adeguato, oculari di guida, riduttori di
focale, telescopio di guida, accessori vari, ecc. ecc.
costano molto e non è raro per una attrezzatura di buon livello
spendere cifre che vi permetterebbero di comprare una piccola macchina
utilitaria! C'è
da dire che oggi esistono in commercio strumenti che qualche anno fa
appartenevano alla fantascienza: telescopi con computer incorporato che
una volta stazionati trovano da soli gli oggetti che voi gli chiedete, li
centrano, li inseguono e guidano
la vostra foto per tutto il tempo che volete, ecc. ecc., ma neanche a
dirlo, dovete avere la possibilità di spendere cifre da capogiro, dato
che si tratta di roba a livello professionale. E' bene invece accostarsi a tutto ciò per gradi, cominciando con piccoli strumenti molto economici e soltanto in un secondo tempo decidere se fare il grande salto e investire qualche soldo in attrezzature ben più complesse. Quella
dalla fotografia astronomica è un attività che richiede due qualità
fondamentali: la pazienza e la perseveranza! Si ottengono risultati soddisfacenti solo dopo avere "buttato" via diversi metri di pellicola in tentativi infruttuosi, e bisogna avere la pazienza di aspettare notti adatte a fotografare che, nella migliore delle ipotesi, sono veramente poche durante l'arco di un anno. Se non si hanno queste due qualità, è bene interessarsi ad altro. Tengo a ripetere che la cosa migliore è affiancarsi ad un Gruppo Astrofili che sia composto da persone già esperte e disposte a mettersi a vostra disposizione per insegnarvi in poche nottate sul campo ciò che apprendereste dai libri in mesi di studio. La
vostra attività fotografica non vi faccia accantonare l'approfondimento
culturale che il lato teorico dell'astronomia contiene e cercate di
scambiare le conoscenze acquisite con altri appassionati: non ve ne
pentirete! Le tecniche sopra descritte riguardano comunque la ripresa di oggetti di profondo cielo, fotografabili quando c'è assenza di luna, e quindi oggetti alle volte abbastanza estesi ma estremamente deboli. Ben altra cosa è la tecnica di ripresa degli oggetti del sistema solare, che invece sono piccoli e molto luminosi. |